Cos’è un osteopata e quando è utile rivolgersi a questo professionista

L’Osteopatia nasce dalla ricerca da parte di Andrew T. Still, medico e pastore metodista Statuintense, che nel 1892 fondò l’American School of Osteophathy (ASO) tutt’oggi esistente a Kirksville nel Missuri.

Tale pratica si è diffusa in Italia a partire dagli anni ottanta, le statistiche confermano che ogni anno sempre più Italiani decidono di affidarsi all’osteopatia per risolvere problemi di tipo fisico.

L’osteopatia è una scienza che si occupa principalmente di problemi di tipo muscolo – scheletrico, ai quali secondo l’approccio osteopatico possono associarsi anche alterazioni nella funzione degli organi e del sistema cranio sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (agendo sulla mobilità degli organi viscerali).

L’osteopatia è, infatti, una disciplina olistica che a differenza della medicina tradizionale guarda alla persona nella sua totalità, senza focalizzarsi sulla specifica parte che accusa il disturbo.

L’osteopatia può intervenire su soggetti di tutte le età, dal neonato, all’anziano, alla donna in gravidanza.

Come si diventa osteopata?

L’osteopatia è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2007 in qualità di medicina non convenzionale ed è definita come medicina naturale basta sulla manipolazione e sul contatto.

In Europa la professione di osteopata è riconosciuta e inserita nel Sistema Sanitario Nazionale del Regno Unito e in altri paesi (Belgio, Francia e Finlandia).

In Italia a seguito dell’approvazione del cosiddetto DDL Lorenzin, quella dell’osteopata è una professione sanitaria riconosciuta dal Ministero della Salute unitamente a quella di chiropratico.

Per diventare osteopata al momento non esiste uno specifico corso universitario, pertanto è necessario frequentare delle scuole private di osteopatia, oppure attraverso dei master post laurea. Questa seconda strada è riservata a coloro che sono già laureati nel settore sanitario (nello specifico a chi è in possesso di una laurea in medicina o in una della lauree sanitarie triennali).

Cosa fa un osteopata

Dopo aver chiarito cos’è un osteopata è importante analizzare cosa fa nello specifico nel corso della sua attività.

L’osteopata è un terapeuta che opera principalmente attraverso tecniche manipolative e massaggi al fine di ristabilire l’equilibrio ottimale del soggetto trattato.

Questa è una delle principali differenze rispetto al fisioterapista, l’osteopata non utilizza macchinari per i trattamenti, ma ricorre esclusivamente a tecniche e manipolazioni di tipo manuale.

Per prima cosa l’osteopata effettua un’attenta anamnesi partendo dal disturbo principale lamentato dal paziente e dai suoi sintomi, dirette anche ad evidenziare eventuali controindicazioni al trattamento o al compimento di specifiche manovre osteopatiche.

La seconda fase è rappresentata da un’attenta analisi posturale, tale fase comprende un’analisi posturale e una valutazione dell’apparato muscolo scheletrico (in alcuni casi potrebbe essere richiesta anche l’esecuzione di esami diagnostici come ecografia, TAC e risonanza magnetica allo scopo di affinare la diagnosi osteopatica) al fine di individuare le aree a ridotta mobilità o nelle quali è presente una contrazione anomala.

A seguito di questa valutazione il professionista può impostare un programma terapeutico osteopatico fissando degli obiettivi da raggiungere durante il percorso (questo perché per la risoluzione di alcune problematiche potrebbe essere necessario effettuare un ciclo di sedute).

La fase di analisi è di fondamentale importanza poiché molto spesso la sede del dolore o del fastidio lamentato dal paziente non è il punto di partenza della disfunzione, pertanto in questa fase della visita l’osteopata può comprendere quale sia il distretto corporeo da cui il sintomo ha avuto origine.

Terminata questa fase si passa all’esecuzione del trattamento vero e proprio, il quale come abbiamo visto consiste nell’uso combinato di tecniche osteopatiche e funzionali al fine di conferire benessere immediato e andare a riequilibrare il corso per dare un benessere duraturo nel tempo (qualora il trattamento osteopatico non risultasse sufficiente al paziente potrà essere consigliato di rivolgersi al proprio medico per ulteriori accertamenti).